Attraverso la sua rivista telematica FiscoOggi, l’Agenzia delle Entrate ha apportato alcuni importanti chiarimenti sull’ottenimento e mantenimento dell’agevolazione per la prima casa, con particolare riferimento al periodo di particolare difficoltà che l’Italia sta vivendo a causa dell’emergenza pandemica da nuovo coronavirus.

Alla domanda di un contribuente:

“Per avere le agevolazioni per l’acquisto della prima casa, è vero che ci sarà più tempo per trasferire la residenza nel comune in cui si trova l’abitazione?”

l’Agenzia delle Entrate ha fornito una risposta particolarmente positiva, che intercetta le criticità che molte persone stanno vivendo in questo periodo di spostamenti contenuti sul territorio italiano.

Tenuto infatti conto dello scenario attuale, ai sensi dell’art. 24 del d.l. n. 23/2020 è stata disposta la sospensione dei termini previsti dalla normativa sull’agevolazione per la prima casa, fino al 31 dicembre 2020. Ma cosa significa tutto ciò?

In termini meno sintetici, significa che vengono slittati fino a fine anno i termini ultimi per poter effettuare quegli adempimenti che sono necessari per poter mantenere i benefici legati alla prima casa o per poter usufruire del credito di imposta per il riacquisto della prima casa. I termini riprenderanno poi regolarmente a decorrere dal 1 gennaio 2021, salvo che non intervengano nuove modifiche da parte della stessa Agenzia.

Viene pertanto a trovare adeguata sospensione il termine dei 18 mesi che intercorrono dal giorno dell’acquisto della prima casa, entro cui il contribuente deve trasferire la propria residenza nel comune in cui si trova l’abitazione. Viene anche sospeso il termine dei 12 mesi entro cui il contribuente che ha ceduto l’immobile acquisto con i benefici della prima casa, nei 5 anni successivi alla stipula dell’atto, deve procedere all’acquisto di un altro immobile da destinare identicamente ad abitazione principale.

Cos’è il beneficio sulla prima casa

L’Agenzia delle Entrate ha apportato alcuni importanti chiarimenti sull’ottenimento e mantenimento delle agevolazioni per la prima casa.

Si tratta, evidentemente, di un chiarimento molto importante, che finirà con il dare più tempo ai contribuenti per assolvere ai loro adempimenti. Ricordiamo brevemente che l’agevolazione sulla prima casa di cui sopra si è fatto rapido riferimento prevede il pagamento di imposte ridotte sull’atto di acquisto, nelle seguenti misure:

  • riduzione dell’imposta di registro al 2%, invece del 9%, sul valore catastale dell’immobile nel caso di acquisto da un privato o da azienda in regime di esenzione Iva;
  • imposte ipotecarie e catastali percepite in misura fissa pari a 50 euro ciascuna;
  • riduzione Iva dal 10% al 4% in caso di acquisto da impresa costruttrice;
  • imposta di registro, catastale e ipotecaria nella misura fissa di 200 euro ciascuna, anche nelle ipotesi di acquisto per successione o donazione.

Per quanto attiene i requisiti per ottenere il beneficio sulla prima casa, oltre a non possedere abitazioni in tutto il territorio nazionale per le quali si è fruito di agevolazioni (o impegno a venderle entro 1 anno) e al non essere proprietario di abitazione nello stesso Comune in cui si richiedono le agevolazioni per l’acquisto  della prima casa, vi è la necessità di essere residente nel Comune in cui si acquista la casa (o stabilire qui la residenza entro 18 mesi) e non essere titolare di diritto di uso, di usufrutto o di abitazione di altro immobile nello stesso Comune in cui si richiede l’agevolazione sull’acquisto della prima casa.