Un’auto in divieto di sosta e dei calcinacci del condominio che cadono su di essa: chi paga? E come funziona il risarcimento?

Su tali questioni si è pronunciata la Corte d’Appello di Palermo, che con sentenza n. 2057/21 dello scorso 24 dicembre 2021 ha compiuto alcuni interessanti chiarimenti.

Iniziamo con il ricordare che se l’auto, parcheggiata sotto un palazzo, viene danneggiata dalla caduta di calcinacci, a rispondere dei danni è il condominio. La domanda di risarcimento deve dunque essere inoltrata al condominio e sarà quest’ultimo, poi, a rivolgersi alla compagnia di assicurazioni per domandare il suo intervento. Quindi, l’amministratore del condominio dovrà ripartire il danno non eventualmente rimborsato dalla compagnia su tutti i condomini, secondo i rispettivi millesimi.

Dunque, anche se l’auto danneggiata era in divieto di sosta, il condominio dovrà pur sempre procedere al risarcimento. L’unica eccezione riguarda il caso in cui il divieto di sosta non fosse stato previsto proprio per via delle difettose condizioni di stabilità della costruzione. Solamente in questa ipotesi, infatti, il risarcimento può essere negato per via della volontaria esposizione a un rischio segnalazione, effettuata dal danneggiato.

Insomma, la responsabilità del condominio ex art. 2051 c.c., può essere esclusa solamente dal comportamento imprudente della vittima se la situazione di pericolo che dipende dalla cosa altrui può essere prevista con l’ordinaria diligenza.

Nel caso in esame dalla Corte d’Appello e, ancora prima, dai giudici di prime cure, la rovina dell’edificio non poteva essere nota al danneggiato nemmeno utilizzando l’ordinaria diligenza, considerato che non c’era alcuna circostanza che potesse indurre il danneggiato a non fare affidamento sulla sicurezza dei luoghi. In altre parole, conclude la Corte, la presenza di generici divieti di sosta non può far desumere l’esistenza di un pericolo di crollo in assenza di specifiche e apposite segnaletiche e transennamento della zona di pericolo.