Nelle ipotesi di vendita dell’immobile su cui sono stati effettuati lavori di cui al Superbonus 110%, la detrazione fiscale residua si trasferisce all’acquirente, tranne nell’ipotesi in cui le parti si siano accordate diversamente.

Considerato ciò, è possibile che le spese di cui alla detrazione del Superbonus 110% siano sostenute non dal proprietario, bensì dal familiare convivente, che dunque può portare in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi la quota del bonus fiscale. Ma che cosa accade nell’ipotesi di vendita dell’immobile in capo al familiare convivente che conduce in detrazione la spesa?

Rimandando agli altri nostri approfondimenti per poterne sapere di più su cos’è e come funziona la detrazione del Superbonus 110%, precisiamo fin d’ora che, come sancito dalla circolare n. 24/E del 2020 da parte dell’Agenzia delle Entrate, sono ammessi a fruire della detrazione anche i familiari del possessore o del detentore dell’immobile, come individuate ai sensi dell’art. 5 co. 5 del TUIR, ovvero coniuge, componente dell’unione civile e parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado, oltre ai conviventi di fatto, sempre che sostengano le spese per la realizzazione dei lavori.

Affinché si possa concretamente realizzare questa eventualità, è però necessario che i familiari siano conviventi con il possessore o con il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento alla data di inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese agevolabili, e che le spese sostenute siano riferibili ad interventi eseguiti su un immobile, anche differente dall’abitazione principale, ma nel quale può esplicarsi la convivenza.

Ancora, si tenga conto che non è necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato, considerato che è sufficiente che si attesti, in dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiare dei conviventi.

Ciò premesso, ne deriva che la detrazione non spetta al familiare del possessore o del detentore dell’immobile nelle ipotesi di interventi effettuati su immobili che non sono a disposizione.

Cosa accade nell’ipotesi di trasferimento dell’immobile

Si può dunque compiere un ulteriore passo in avanti, e cercare di comprendere che cosa avvenga nelle ipotesi di trasferimento dell’immobile.

Ebbene, come sancito ancora una volta dall’Agenzia delle Entrate, in caso di trasferimento per atto tra vivi dell’unità immobiliare residenziale, oggetto di lavori ammessi al Superbonus 110%, le detrazioni che non sono state utilizzate dal cedente spettano all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare, salvo diverso accordo tra le parti. Dunque, il familiare che ha pagato i lavori, anche se non è proprietario dell’immobile oggetto di compravendita, potrebbe perdere la detrazione. Ma è davvero così?

In realtà, no. Come chiarito dalla circolare n. 19/E del 2020, il diritto alla detrazione rimane in capo al familiare convivente non proprietario dell’immobile, perché il familiare proprietario non può disporre della detrazione che spetta al familiare convivente che ha pagato le spese rientranti nel Superbonus 110%.