Con la recente sentenza n. 1542/2020 il Tar Campania è intervenuto sul tema dei titoli necessari per la realizzazione delle recinzioni in muratura, chiarendo se sia sufficiente una SCIA o se invece sia necessario un permesso di costruire.

Il caso su cui si sono espressi i giudici del tribunale amministrativo riguardava la realizzazione di un muro di recinzione di 25 metri di lunghezza e 2,50 metri di altezza, con cancello in ferro, carrabile e scorrevole, di 5 metri. La realizzazione di tale opera avveniva senza alcun titolo edilizio e, proprio perché carente della richiesta del permesso di costruire, il Comune ne ordinava la demolizione.

Dal canto suo il privato ricorreva al Tar perché, a proprio avviso, il muro di recinzione così realizzata costituiva una mera delimitazione della proprietà, e sarebbe pertanto bastata una semplice SCIA per poter regolarizzare la posizione. Non sarebbe dunque corretto il provvedimento della demolizione, come ordinata dal Comune, perché la carenza della SCIA determinava solamente una sanzione pecuniaria.

Non concordano con tale visione, però, i giudici del tribunale amministrativo campano.

Nella sentenza ora in commento, infatti, il Tar afferma che “la realizzazione di un muro di recinzione necessita del previo rilascio del permesso a costruire allorquando, avuto riguardo alla sua struttura e all’estensione dell’area relativa, sia tale da modificare l’assetto urbanistico del territorio, così rientrando nel novero degli interventi di nuova costruzione di cui all’art. 3, comma 1, lett. e) dpr 380/2001”.

Secondo i giudici, in linea generale la realizzazione dei muri di recinzione di modeste dimensioni possono dunque essere assoggettate alla sola DIA / SCIA, mentre i muri più grandi necessitano di un permesso di costruire.

Nel caso in esame, un muro di recinzione lungo 25 metri e alto 2,50 metri non può che essere certamente qualificato come di modeste dimensioni. Deve invece essere qualificato come opera muraria, poiché in grado di incidere in maniera permanente e non precaria sull’assetto edilizio del territorio. Per questo motivo l’intervento del privato deve ritenersi nuova costruzione e, dunque, necessitante di un permesso di costruire.